mercoledì 22 febbraio 2012

Ramen Menzo

Oggi mi sono defilato dalla ditta per andare a una riunione di un comitato di cui faccio parte, uno di quei comitati in cui si decidono le sorti del Giappone. Per pranzo dovevo rifarmi dalla delusione dei ramen di Kashimaya, e quindi avevo deciso di tornare da Daijo. Non ricordo se ho parlato dei ramen Daijo, ma in questo periodo sono un po' troppo impegnato perché sto cercando di organizzare la mia dipartita da questo luogo di perdizione.  Ma dobbiamo parlare dei ramen Daijo.
Il locale era pieno e non sono entrato. Allora parliamo dei ramen Menzo, il locale dove ho ripiegato. Era la seconda volta.
Quasi contemporaneamente è entrata una signorina niente male con i capelli rossi, accompagnata da una signora giapponese sulla sessantina che forse doveva essere la suocera o la nonna adottiva.
Ero troppo interessato a controllare se la rossa era capace di risucchiare i ramen correttamente, perciò mi sono girato dalla sua parte e l'ho osservata tutto il tempo.
Non aveva lo stile tipico dei giapponesi che mangiano, ma risucchiava i ramen con uno stile che ricordava qualcos'altro in cui doveva essere molto più esperta. Non volevo scriverlo per forza, ma era proprio così.
Dei miei ramen non me ne fregava più niente; ricordo solo che non mi sono piaciuti come l'altra volta e che non mi sono bastati, tanto che ho dovuto compensare con due tramezzini e un gelato.
Per la cronaca, la foto è questa. Trattasi di miso ramen.

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