giovedì 3 novembre 2011

Red Lobster

Ieri volevo comprare il pesce secco da mangiare oggi nel mio frugale pranzo, ma il negozio stranamente era chiuso.

Il locale si era auto-inflitto la pena di due giorni di chiusura, come punizione per aver venduto pesce palla in spazi non autorizzati.

Purtroppo quindi l'unica alternativa era andare al Red Lobster.

Scopro solo dopo che si tratta di una catena americana di ristoranti di merda. A Tokyo ce ne sono otto, credo, e questo sta a Kiba.
All'ingresso si trova una vasca dove i malcapitati astici aspettano la loro fine, divisi per grandezza, età e prezzo nel caso te li volessi portare a casa.
Visto che sono venuto fino a Kiba, mi sembra doveroso mangiare qualcosa che difficilmente si può trovare in altri locali. In basso a destra ci sono tre menu. Mezzo astice servito con: pollo, bistecca o hamburg, a scelta. Già mischiare la carne alle aragoste mi sembra un'eresia, poi il contorno di patatine fritte è degno della peggiore cucina americana. Da ultimo, dalle fotografie sembrerebbe che sulle aragoste ci sia del formaggio fuso. Non c'è scritto nulla, ma sembra proprio così.
Che schifo. Questo modo di cucinare le aragoste mi sembra un oltraggio sia alla povera bestiola, sia al povero cliente che vive al di sopra delle proprie possibilità solo per farsi bello scrivendo sul blog che va a mangiare le aragoste. Questi americani o giapponesi che siano, avrebbero proprio bisogno di lezioni di cucina.
Però mi prendo lo stesso l'aragosta con il pollo, poi per sicurezza anche quella più in basso nel menu a 3800 yen. Di quest'ultima si può scegliere la modalità di cottura: arrosto, lessa o al vapore. Al vapore sia.
La cameriera arriva repente con l'astice vivo per chiedere se va bene. Mi sembra di essere Erode quando gli portano la testa di giovannibattista. Povera bestiola, spero che almeno abbia scopato molto nella vasca lì all'ingresso dove ha passato i suoi ultimi giorni di ingiusta detenzione. Che il vapore le sia lieve.
Dopo qualche minuto arrivano i contorni, che nei ristoranti giapponesi arrivano sempre per primi come se fossero gli antipasti. In questo caso abbiamo l'insalata e la zuppa di mais, che ha un sapore sorprendentemente simile a quella istantanea del supermercato. Maledetti.
Finiti i contorni arriva l'astice da 3800 yen. Quella cosa gialla è un liquido sicuramente a base di burro, una cagata immangiabile.
Poi finalmente il piatto forte. Quello che dalla foto nel menu sembrava formaggio, in realtà è maionese. Non so se esserne felice oppure no.
In qualche modo l'aragostina viene consumata, e si esce maledicendo il locale.
Nel parco vicino c'è una sagra, e un tizio sta arrostendo i pesci secchi che volevo comprare.
Faccio la foto con lo zoom per non farmi scoprire, ma quello se ne accorge lo stesso.
"This is fried Japanese fish!"
A parte che non è fried, ma facchiù.
Amen.

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