sabato 29 ottobre 2011

Alla ricerca di cibo

Dunque, ieri pomeriggio sono sono uscito dalla ditta poco prima delle 11 per andare a unirmi a una specie di gruppo di studio con dei vecchiacci.  Mi sono diretto verso la stazione di Kamata per poi andare a piedi verso Keikyu Kamata e durante il tragitto risolvere il problema del pranzo.
C'è più o meno di tutto, quindi non riuscivo a decidermi su cosa mangiare.
I pasticcini di Andersen sono invitanti, ho anche la tessera dei punti anche se non ho mai capito cosa si vince, però forse non sono adatti per il pranzo.
Il sushi no, proprio non ne ho voglia
Soba no, dopo un po' torna la fame.
Scarponi no.
Allontanandosi dalla stazione i locali cominciano a diradarsi.

Ma tanto prima della prossima stazione se ne troveranno altri.
Qua c'è un altro locale, ma è frequentato da pezzenti e io sono figo.
Si arriva in un portico, che mi ricorda tanto Nanba a Osaka. Bei tempi, quando l'uccello multifunzione era ancora solo uno strumento di piacere.
Cinese un po' ispira,  ma tanto più in là si troverà altro, quindi andiamo avanti.
L'ultimo locale prima della stazione è questo locale indiano, poi non c'è più niente. Entriamo, nella speranza di trovare una smentita alla mia teoria che le indiane residenti in giappone sono tutte delle palle di lardo inguardabili.
Il cameriere cerca di parlarmi in inglese, ma perché devono cagarmi il caxxo anche gli indiani?
In effetti ha una faccia così mostruosamente butterata che non si capisce bene se è davvero indiano, potrebbe anche essere giapponese.
Il locale è proprio una bettola.
e il menu da 1250 yen da me scelto è composto da insalatina, pollo tandoori, due tipi di curry e il naan.
Il curry rosso con le melanzane non ha sapore di niente, incredibile.
Quello verde è di pollo con spinaci ed è accettabile. Anche il pollo e il naan sono buoni.
Purtroppo niente indiane, né bone né culone. Tutti maschi.
Vabbé, pazienza.

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