domenica 30 ottobre 2011

Budechige

Domenica sera. Come ho già detto più volte è il momento della dieta speciale, quella che il lunedì al lavoro mi salva da eventuali straordinari.
Intanto, visto che l'ho mangiata al ristorante, ho scoperto il nome della nabe coreana che ho maldestramente preparato l'altra volta: si chiama Budechige. Eccola qua.
Ma non finisce qui: ci sono anche i soliti antipastini offerti dalla casa: oggi germogli di soia, alghe konbu, nori e poi quei cosi lunghi che non so cosa siano, sembrano fagiolini ma sono più duri.
Questo è un granchio, anche se non si capisce
e i norimaki coreani, che se non sbaglio si chiamano Kimpa
E speriamo che domani non arrivi una cliente della caratura di Gnì.

sabato 29 ottobre 2011

Alla ricerca di cibo

Dunque, ieri pomeriggio sono sono uscito dalla ditta poco prima delle 11 per andare a unirmi a una specie di gruppo di studio con dei vecchiacci.  Mi sono diretto verso la stazione di Kamata per poi andare a piedi verso Keikyu Kamata e durante il tragitto risolvere il problema del pranzo.
C'è più o meno di tutto, quindi non riuscivo a decidermi su cosa mangiare.
I pasticcini di Andersen sono invitanti, ho anche la tessera dei punti anche se non ho mai capito cosa si vince, però forse non sono adatti per il pranzo.
Il sushi no, proprio non ne ho voglia
Soba no, dopo un po' torna la fame.
Scarponi no.
Allontanandosi dalla stazione i locali cominciano a diradarsi.

Ma tanto prima della prossima stazione se ne troveranno altri.
Qua c'è un altro locale, ma è frequentato da pezzenti e io sono figo.
Si arriva in un portico, che mi ricorda tanto Nanba a Osaka. Bei tempi, quando l'uccello multifunzione era ancora solo uno strumento di piacere.
Cinese un po' ispira,  ma tanto più in là si troverà altro, quindi andiamo avanti.
L'ultimo locale prima della stazione è questo locale indiano, poi non c'è più niente. Entriamo, nella speranza di trovare una smentita alla mia teoria che le indiane residenti in giappone sono tutte delle palle di lardo inguardabili.
Il cameriere cerca di parlarmi in inglese, ma perché devono cagarmi il caxxo anche gli indiani?
In effetti ha una faccia così mostruosamente butterata che non si capisce bene se è davvero indiano, potrebbe anche essere giapponese.
Il locale è proprio una bettola.
e il menu da 1250 yen da me scelto è composto da insalatina, pollo tandoori, due tipi di curry e il naan.
Il curry rosso con le melanzane non ha sapore di niente, incredibile.
Quello verde è di pollo con spinaci ed è accettabile. Anche il pollo e il naan sono buoni.
Purtroppo niente indiane, né bone né culone. Tutti maschi.
Vabbé, pazienza.

martedì 25 ottobre 2011

Torta ibrida di nashi

Eccola. E' arrivata la sua ora. L'ultima nashi del frigorifero. Giaceva lì da chissà quanto tempo. Non è neppure una niitaka, ma forse una kousui o una housui. Questo significa che ha almeno 3 settimane. Non dovrebbe essere più tanto buona da mangiare, quindi ci faccio una torta.
Compro lo yogurt perché è l'unico modo per farla montare, e il burro perché stavolta voglio usarlo al posto dell'olio d'oliva.
Ho un barattolo di miele che non sa di nulla. Ai giapponesi piace la roba "sappari", che secondo loro significa "dal sapore delicato", secondo me "che non sa di un cacchio". Avevo comprato questo miele per curiosità, costava un sacco di soldi, molto più degli altri, quindi mi aspettavo chissà che cosa ma era una schifezza. Considerato che il barattolo è da 150 grammi, diciamo che ne rimangono un 40 grammi.

Quindi gli ingredienti sono:

  • 2 uova
  • 40 grammi di miele
  • Uno yogurt
  • Una nashi di 300 grammi
  • 16 grammi di burro in 2 comodi pacchetti da 8 grammi
  • Mezza bustina di lievito da 10 grammi.
  • Farina q.b.
 Posa insieme agli ingredienti la zucca splatter del contest di Giallozafferano.

Il procedimento è sempre lo stesso. Con il frullatore frullo le uova, il miele, poi vorrei aggiungere lo yogurt ma mi accorgo che è al mirtillo. Accidenti a me che non sto attento a quello che compro.
Mi mangio lo yogurt e decido il da farsi. Usare latte, con la quasi certezza che la torta non monti, oppure non usarlo proprio e fare una specie di crostata.
Vado per la seconda.
Quindi aggiungo il lievito, nella cui confezione non ci sono neanche scritte le dosi consigliate, aggiungo anche la farina e frullo fino a quando l'impasto non raggiunge la consistenza desiderata.
La nashi la taglio a bastoncini tipo patatine fritte, per il semplice motivo che boh, mi è saltato così.
Solo ora che cerco la teglia, mi ricordo che l'avevo buttata via per vetustà, quindi ripiego su quella per le ciambelle e i budini che va bene lo stesso.
Aggiungo una buona parte dei bastoncini di nashi all'impasto, mescolo e verso nella teglia imburrata e infarinata.
Poi aggiungo quello che resta sopra la torta
e inforno a 180 gradi per una trepida attesa di 40 minuti.


E questo è il risultato finale.
Ma nonostante questo, è finita subito.

domenica 23 ottobre 2011

Fuori di zucca

Questa è la composizione con la quale SirDiC intende (FORSE) partecipare al concorso Fuori di zucca di Giallozafferano (clicca l'immagine per vederla ad alta definizione).
E ora veniamo alle spiegazioni.
Qualche giorno fa mi sono ritrovato nella casella di posta elettronica un messaggio di Giallozafferano che invitava a partecipare al concorso come da titolo. Decorare una zucca alla maniera di Halloween, festa che non ho mai considerato in vita mia, ma visto che l'idea poi realizzata nella foto mi era venuta immediatamente, ho pensato di partecipare.
Per inciso, Gheddafi non c'entra proprio niente, era ancora vivo e vegeto quindi se qualcuno mi dice che mi sono ispirato alla sua storia lo mando a quel paese anticipatamente.
Dunque volevo partecipare al concorso, ma c'era un problema: a Tokyo non si trovano le zucche gialle. Le uniche zucche sono quelle verdi, di volume compreso tra 999 e 1001 cc e tagliate in quarti.
Allora ho iniziato una serie di pellegrinaggi nei centri commerciali e dai fruttivendoli, conscio che probabilmente, visto che la festa di halloween è diventata una moda anche qui, almeno in questo periodo forse qualcosa si poteva trovare.
Ma al supermercato vicino a casa non le vendevano. Ai grandi centri commerciali, neppure. Ero rassegnato a rinunciare quando Moglie, all'oscuro delle mie intenzioni, mi ha portato questa piccola zucca presa al Marui di Kita Senju. Piccola, ma meglio di niente. L'ha presa dal fioraio. Chi lo avrebbe mai detto.
Con il pennarello ho segnato i punti da scavare
L'attrezzo di scavo è stato un semplice taglierino
Gli occhi sono scavati a poca profondità per non dare troppo l'idea che siano aperti.
La bocca è scavata alla stessa profondità per coerenza. Dalla polpa ho ricavato una lingua a fini espressivi.
Una volta decisa l'inclinazione che avrebbe avuto la zucca, l'ho tagliata in modo da farla stare in piedi in quella posizione.
Dal buco ottenuto ho tolto i semi con il cucchiaio per mangiare il melone
La parte tagliata è stata fatta bollire  e ridotta in zuppa per creare il sangue.
Il buco di proiettile è stato fatto con un cacciavite.
La pistola l'ho comprata appositamente al negozio 100 yen.
In questa piccola casa non c'è alcun attrezzo adatto a decorare, quindi per il sangue mi sono dovuto arrangiare con un cucchiaino e le dita. Ammetto di aver aggiunto carota perché il colore era troppo chiaro.
Poi una fogliolina di prezzemolo e una parte dei semi completano la decorazione. Ora aspettiamo le reazioni, ma qualcosa mi dice che anche in caso di partecipazione non vincerò il concorso...
Ecco il banner del concorso.

mercoledì 19 ottobre 2011

Katsudon

Il Katsudon è un piatto tradizionale costituito da una cotoletta (katsuretsu) adagiata sopra una ciotola di riso.
Questo è stato divorato da Katsuya, che è una catena di ristoranti situati in ogni angolo nel paese del Sol Levante, per la modica cifra di 490 yen + Iva = 514 yen.
E a voi piace il katsudon?

sabato 15 ottobre 2011

Hamburg

L'Hamburg, pronunciato Hanbaagu, è una polpetta di carne tipo hamburger servita con particolari salse e contorni di verdure. Non male, però è un piatto comune, che si mangia a poco prezzo anche da Saizeriya e simili.
Vicino alla Makuhari Messe, uno dei più importanti poli fieristici della zona, c'è un alto grattacielo (Tokyo Bay Makuhari) e al 49o piano un locale chiamato King  Bear. Tutto elegante e perfettino, camerieri effeminati e cameriere bone, panorama mozzafiato quando il tempo è bello (non quando ho fatto il video).
Un luogo un po' strano per un semplice hambaagu.
Comunque ci sono capitato perché mi ci ha portato quel tirchio del presidente, a lui piacciono i posti in alto ma appunto è tirchio.
Veniamo alla pietanza.
Set di hamburg con insalata e zuppa annessa. L'insalata non te le portano mai come contorno al piatto principale, ma la portano sempre per prima come se fosse un antipasto. Quando c'è anche la zuppa, stessa sorte.
Piatto principale. Hambaagu con il contorno di mais, carote lesse, broccolo e una patata aperta in 4 con un pezzo di burro dentro, e il riso che accompagna il tutto. Più buono di un posto normale, altrimenti nessuno verrebbe qui a spendere qualche centinaio di yen in più solo per vedere il panorama. Il presidente è tirchio, ma per il panorama spende volentieri.
Ecco il logo del ristorante stampato sulla tovaglietta di carta.

giovedì 13 ottobre 2011

L'uovo centenario

Qualcuno dice che sono uova marce. Non ha tutti i torti, visto che si ottengono tradizionalmente seppellendole in una buca insieme a calce, cenere e non so che altro, e lasciandocele per mesi.
Il risultato sono i tuorli verdastri, gli albumi neri trasparenti e la superficie a volte rigata da formazioni tipo felce. Il sapore è, diciamo, sulfureo.
Forse ai giorni nostri le preparano con le polverine, chi lo sa.
Comunque io me le mangio sempre quando vado al ristorante cinese. Saranno uova marce, ma non sono male. Provatele.

Nashi nashi nashi

La stagione delle nashi volge al termine e me ne rimangono in frigo solo due. Una "kaori" da 200 grammi e una "niitaka" da un mezzo chiletto. Superstiti di una busta da 5 kg e una cassa da 10kg.
Prima di loro avevamo fatto fuori una cassa di "kousui" e una di "housui".
La stagione di questi maledetti e buonissimi frutti è troppo breve e troppo intensa. Desideri le primizie quando iniziano a vedersi al supermercato a prezzi esorbitanti, ma nel giro di una settimana parenti e amici ti sommergono regalandotene a vagonate e facendotele odiare. E fra poco sarà la stessa cosa con le mele. Basta. Vediamo cosa farò con queste due. Ci penserò nel fine settimana.

mercoledì 12 ottobre 2011

Gyoza

Oggi non so cosa mi sia preso, ma avevo voglia di tornare a casa e mangiare gyoza, ossia quello che nei ristoranti cinesi chiamano ravioli di carne o di verdure alla piastra. Per la precisione, questa sarebbe yakigyoza, da non confondere con la suigyoza che sono i ravioli di carne o di verdure al vapore.
Sto per arrivare a casa, inizio a pensare alla rottura di scatole di tirare fuori dal freezer un pacco di gyoza congelata e penso a qualcosa di più semplice da preparare, quando compare proprio sotto casa un venditore ambulante di gyoza, mai visto prima.

No, non ho comprato gyoza da costui, però ho pensato che era destino che oggi dovessi mangiare gyoza. Quindi ho raccolto le forze e tirato fuori dal freezer il pacco di gyoza.
E ho proceduto seguendo alla lettera, o all'ideogramma, le istruzioni.
Dispongo i ravioli ancora congelati nella padella
e li faccio cuocere per 4 minuti a fuoco vivo insieme a 100ml d'acqua, con la padella tappata.
Poi tolgo il coperchio e lascio cuocere per 1 o 2 minuti per far bruciacchiare un po' la base.
E infine me li mangio con un misto di salsa di soia e aceto di riso. Ecco cosa sono e a cosa servono quegli strani liquidi che ci sono ai tavoli dei ristoranti cinesi.

domenica 9 ottobre 2011

La pizza made in Japan

Io non ho alcun preconcetto nei confronti della pizza.
Non sono di quelli che si lamentano se è troppo sottile, troppo grossa, troppo cruda, troppo cotta.
Solo una volta non ho finito la mia pizza in pizzeria. Eravamo in Italia, il pizzaiolo doveva essere ammalato e successe una cosa di questo genere.
"Vorrei una 4 stagioni."
"Non ce l'abbiamo."
"Allora una vegetariana."
"Non ce l'abbiamo."
"E allora cosa avete?"
"Abbiamo margherita, poi..............................................."
"Poi?"
"Margherita."
"E vada per la margherita."
Arrivò la margherita, ma era visibilmente una pizza decongelata del supermercato. Ma a me piacciono anche le pizze surgelate, solo che i camerieri in emergenza dovevano essere particolarmente negati in cucina. Ecco, credo di essere giustificato se dico che ne ho lasciato la metà.
Quindi perché non dovrei mangiare le gustosissime pizze di Pizza Hut o Pizza-La?
Ecco la mia, una Half and Half, di cui metà vegetariana e metà con i funghi porcini. Servita con l'immancabile salsa piccante.


Di solito è tonda, questa volta stranamente è quadrata. Forse perché è di grandezza L e se non fosse quadrata non ci starebbe nel cartone.
Per conoscenza, il prezzo è 3400 yen, con lo sconto di 600 yen perché avevamo il coupon.
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