sabato 16 luglio 2011

Torta di nashi improvvisata

Circa un'ora dopo un pranzo a base di green curry thailandese comincio ad avvertire un certo languorino. Ma non è un languorino normale, ma di quelli selettivi. Voglio assolutamente mangiare qualcosa di dolce, ma i gelatini sono finiti, i dolcini pure, e il dolce di tapioca ho scoperto che era stata una pessima idea surgelarlo.
Ho a casa resti di un pacco di farina scaduta ad agosto 2010, uno yogurt, un pacco intero di lievito e due piccole nashi cioè le pere giapponesi che sono ancora primizie e non sono molto buone, così decido di farci una torta.
Per prima cosa esaminiamo il lievito. Come al solito è in un unico pacco da 50 grammi quando secondo le istruzioni ne servono solo 6. In più le istruzioni ti invitano a consumarlo subito perché deperisce facilmente dopo l'apertura. Nella patria dei biscotti incartati uno per uno sembra proprio una presa per il culo.

Tagliamo il pacco di lievito lungo la linea tratteggiata e il risultato è uno di quei becchi di carta che se versi il lievito lo spargi dappertutto. Bestemmie.
Poi sempre seguendo le istruzioni scopriamo che bisogna sciogliere i 6 grammi di lievito in 100ml di acqua  che deve essere alla temperatura di circa 40 gradi e in nessun caso deve superare i 50 gradi. Proprio come il lievito di birra.
Verifichiamo la temperatura con un multimetro dotato di termocoppia, uno strumento che tutte le massaie dovrebbero avere. Questo ha anche il luxmetro e il sonometro oltre alle normali funzioni del multimetro.
Ma ora versiamo il lievito e scopriamo che altro non è che lievito di birra liofilizzato. Cazzo. Avrei preferito il lievito per le torte, ma ormai non si può più tornare indietro. Nel recipiente del frullatore versiamo lo yogurt e usiamo il vasetto vuoto per dosare gli altri ingredienti. Visto che non c'è burro versiamo un mezzo vasetto di olio di oliva, poi un vasetto di farina, un cucchiaio di zucchero perché non mi piace la torta troppo dolce, e due uova piccole.
Ma ora inizio ad avere un brutto presentimento. L'acqua con il lievito di birra renderà l'impasto troppo liquido.  Inoltre ogni volta che uso il latte al posto dello yogurt la torta monta normalmente, poi appena tolta dal forno collassa inesorabilmente. Un evento misterioso che in Italia non succedeva e che dipende solo dal latte e dallo yogurt. Se metto acqua nell'impasto non ottengo una cosa molto diversa dal latte, e quindi la torta si sgonfierà.
Decido comunque di versare l'acqua con il lievito e per rimediare all'impasto troppo liquido aggiungo farina. Aggiungi aggiungi, il primo pacco finisce e ne apro un altro che è scaduto solo un mese dopo. Frullo frullo e alla fine l'impasto raggiunge la consistenza desiderata.
A questo punto tagliamo le due pere a fettine,
versiamo l'impasto nella teglia oliata e infarinata
e ci schiaffiamo dentro le fettine di nashi spingendole fino a quando non toccano, altrimenti quando la torta monta si creerà uno strato completamente privo di frutta.
Può essere una buona idea spolverare la torta di zucchero
anche se da quel colino rosso non usciva niente e alla fine ho buttato tutto sopra con le mani.
Ma basta chiacchiere, mettiamo l'intruglio in questo cesso di forno giapponese preriscaldato a 180 gradi e aspettiamo 40 minuti per vedere se la torta collasserà.

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Pufffffffffff
 

Comunque non è smontata quasi niente, sarà merito dello yogurt?

peccato però che abbia sapore di lievito di birra, sembra una focaccia.


2 commenti:

  1. Credo che, a parte la farina scaduta, il lievito di birra e le pere nashi (ma solo perché non amo le pere), questo sia un buon dolce... almeno l'aspetto è invitante!
    Complimenti per il blog di cucina.
    Gabriella

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  2. Grazie, ne ho appena fatto un altro ;)

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