mercoledì 13 luglio 2011

Ika no poppoyaki - parte seconda

Prima di dimenticarmi dei calamaretti che ho congelato l'altro giorno è meglio utilizzarli nel secondo tentativo di riprodurre questa deliziosa ricetta giapponese.
Stavolta lo zenzero l'ho comprato, e pure i cipollotti. Solo che ci sono piccole discrepanze tra le varie ricette che si   trovano in giro, e per un principiante è arduo scegliere la ricetta più adatta.
Allora cerchiamo di rimediare al mezzo fallimento dell'altro giorno con questi ingredienti per 2 persone.
  • 4 calamaretti
  • Un pezzettone di zenzero
  • Un cipollotto
  • Mirin 2 cucchiai
  • Salsa di soia 2 cucchiai
  • Un pochino di sake, di quello per cucinare perché l'altro è meglio berlo
  • Olio di semi

Per prima cosa grattugiamo lo zenzero
Puliamo i calamaretti decongelati e pratichiamo una serie di tagli trasversali come l'altra volta,  e li mettiamo a insaporire qualche minuto con la salsa di soia, il mirin e lo zenzero grattugiato dal quale ne avremo sottratto un pizzico per decorare.
Nel frattempo tagliamo anche il cipollotto in questa maniera, sempre per decorare
Quello che avanza, per non buttarlo quasi quasi lo taglio diversamente e lo metto a cuocere con i calamari.
I meno cretini si saranno ricordati di fare i tagli trasversali, altrimenti tocca fare questo casino.
Nella padella facciamo riscaldare un filo di olio di semi e ci buttiamo tutto l'intruglio, possibilmente iniziando dai corpi dei calamari e mettendo i tentacoli, che cuociono subito, per ultimi.
So che non è una buona idea mettere anche le cipolle a cuocere insieme, ma in questa casa ci sono solo 2 fornelli e l'altro è occupato.
I tagli praticati in extremis non erano abbastanza profondi ma avevano solo scalfito la pellicina, quindi cerchiamo disperatamente di rimediare prima di vedere i calamari esplodere. Poi aggiungiamo un giro di sake.
Dopo pochi minuti lo zenzero, che non c'era l'altra volta, ha formato insieme al mirin e alla salsa di soia una poltiglia densa dal brutto aspetto. E' bene quindi togliere i calamari dal fuoco, anche perché ormai sono cotti, e servirli guarniti con lo zenzero grattugiato e le cipolle tagliate ad anelli.
Il sapore tutto sommato era buono, ma sulla presentazione bisogna ancora lavorarci. Non finisce qui, cari calamaretti. Altri 4 di voi sacrificheranno presto le loro vite.

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