venerdì 24 giugno 2011

Cul de sac

Devo ancora disintossicarmi dalla cucina francese verace, forse è questo il motivo che mi ha portato al Cul de Sac a Kanda.
Trovasi in fondo a un vicoletto cieco, in un posto che se non ti ci portano non lo troveresti facilmente. Il menu a 2500 yen comprende un antipasto a scelta, un main dish a scelta e un dessert sempre a scelta. La mia scelta ricade su un salmone marinato come antipasto, un poulet fatto non so come ma suppongo al forno e il gelato per dessert che nel mio caso sarà al gusto di vaniglia e cocco.
Prima dell'antipasto mi faccio portare un formaggio caprino, che nonostante il modico prezzo di 500 yen ha le dimensioni di una monetina ed è accompagnato da due crostini trasparenti da quanto sono sottili. Cominciamo bene. Il formaggio e' ricoperto di un'erba dal sapore strano, e quasi quasi sarebbe stato meglio che quell'erba non ci fosse ma pazienza, ai francesi piace così.

Nell'attesa del piatto forte aleggia nel locale un intenso odore di alito, uguale a quello dell'ambulante nordafricano che un giorno di circa 20 anni fa salì sul mio stesso autobus mentre tornavo da scuola, e se me lo ricordo ancora ci sarà un motivo.
Sono seduto al banco e osservo il cuoco che prepara una specie di salsina. Gira e rigira la salsa nel piatto con un cucchiaino, poi lo lecca e continua a mescolare con lo stesso cucchiaino. Poi riassaggia e continua a mescolare.
Il pollo finalmente arriva e lo accompagno con un vino che se mi dicessero che è annacquato ci crederei. Sembra il vino che avevo fatto io con l'uva fregata da una vigna un mese prima della vendemmia ufficiale.
Il pollo però è buono, anche se il puré di patate che lo accompagna mi ricorda la salsina che il cuoco preparava qualche istante prima.
Poi arriva il gelato, e finalmente ci voleva. Questo è veramente il migliore che abbia mai mangiato in Giappone.

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