giovedì 30 giugno 2011

Ando Ramen

Kimihan è come al solito strapieno, a casa non c'è un cacchio da mangiare e finalmente dopo tante esitazioni e lo stomaco che brontola esco di casa alla ricerca di cibo, e finisco per la seconda volta da Ando a mangiare i suoi ramen che ricordavo discreamente buoni, oltre a ricordarmi che cuociono la carne con il cannello prima di preparare il piatto di ramen. Oggi c'era pure un garzone che a giudicare dalle sue mosse e dalle cose che chiedeva al suo superiore doveva essere il suo primo giorno di lavoro, ma di questo non ci interessa niente.
Comunque per 900 yen ci siamo presi questi 特性醤油ラーメン tanto perché erano il piatto consigliato e non avevo voglia di star li' troppo a decidere.
Ingredienti: shoyu ramen; 3 fette di carne bella grassa come non piace a me, a meno che il grasso non sia cosi' liquido da poterlo considerare olio; cipolle; menma; nori; quella verdura che non mi ricordo mai come si chiama, e infine l'uovo. I noodles sono un po' sottili e volutamente scotti, si rompono facilmente e alla fine devo rovistare con il cucchiaio nella zuppa alla ricerca degli ultimi pezzettini di ramen. Poi finalmente esco dal locale, all'aria aperta, e rimbomba nella metropoli il rutto liberatorio.

venerdì 24 giugno 2011

Cul de sac

Devo ancora disintossicarmi dalla cucina francese verace, forse è questo il motivo che mi ha portato al Cul de Sac a Kanda.
Trovasi in fondo a un vicoletto cieco, in un posto che se non ti ci portano non lo troveresti facilmente. Il menu a 2500 yen comprende un antipasto a scelta, un main dish a scelta e un dessert sempre a scelta. La mia scelta ricade su un salmone marinato come antipasto, un poulet fatto non so come ma suppongo al forno e il gelato per dessert che nel mio caso sarà al gusto di vaniglia e cocco.
Prima dell'antipasto mi faccio portare un formaggio caprino, che nonostante il modico prezzo di 500 yen ha le dimensioni di una monetina ed è accompagnato da due crostini trasparenti da quanto sono sottili. Cominciamo bene. Il formaggio e' ricoperto di un'erba dal sapore strano, e quasi quasi sarebbe stato meglio che quell'erba non ci fosse ma pazienza, ai francesi piace così.

Nell'attesa del piatto forte aleggia nel locale un intenso odore di alito, uguale a quello dell'ambulante nordafricano che un giorno di circa 20 anni fa salì sul mio stesso autobus mentre tornavo da scuola, e se me lo ricordo ancora ci sarà un motivo.
Sono seduto al banco e osservo il cuoco che prepara una specie di salsina. Gira e rigira la salsa nel piatto con un cucchiaino, poi lo lecca e continua a mescolare con lo stesso cucchiaino. Poi riassaggia e continua a mescolare.
Il pollo finalmente arriva e lo accompagno con un vino che se mi dicessero che è annacquato ci crederei. Sembra il vino che avevo fatto io con l'uva fregata da una vigna un mese prima della vendemmia ufficiale.
Il pollo però è buono, anche se il puré di patate che lo accompagna mi ricorda la salsina che il cuoco preparava qualche istante prima.
Poi arriva il gelato, e finalmente ci voleva. Questo è veramente il migliore che abbia mai mangiato in Giappone.

sabato 18 giugno 2011

Samgyetang

Era un po' che non mi mettevo a cucinare causa troppo lavoro, ma oggi mi sono preso la briga di fare il Samgyetang.

Ingredienti:
un pollo
6-7 spicchi d'aglio
ginseng
2 giuggiole
una manciata di riso glutinoso

Il ginseng e le giuggiole si trovano in set dai coreani in questa fantastica confezione.
E' tutto secco, quindi bisogna metterlo a mollo per un paio d'ore.
Mi accorgo che le radici di ginseng hanno della terra attaccata, provo a pulirle ma non ci riesco. Provo a tagliare la parte sporca con le forbici per potare ma le radici sono cosi' legnose che è tutto inutile. E allora raschio quello che posso e poi le uso così come sono.
Anche il riso va messo a mollo per un'oretta.
Il pollo va bollito una prima volta da solo
poi quando fa la schiuma va buttato via tutto il brodo e sciacquato in acqua corrente. Pare che il primo brodo non sia buono, e questa è una regola che vale anche per il brodo dei ramen.

Siccome non ho voglia di aspettare i tempi della ricetta, dopo 10 minuti farcisco il pollo con il riso e il ginseng/giuggiole, ancora durissimi, fiducioso che la cottura in pentola a pressione (che sostituisce le 3-4 ore in pentola normale) ammorbidiranno abbastanza gli ingredienti.
Lo spazio dentro il culo del pollo finisce presto, e così metto gli ingredienti restanti, compreso l'aglio che ho sostituito con una testa d'aglio cinese, quello senza spicchi, nella pentola accanto al pollo a mo' di corredo funebre.
Ora ha appena iniziato a fischiare la pentola a pressione e credo che spegnerò il fuoco tra un'ora.

***
All'apertura della tomba, il corpo si presentava così
Diciamo che non era proprio uguale a quello del ristorante, quindi questa è la penultima volta che lo faccio perché ho ancora un set di ginseng e giuggiole.
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