domenica 17 aprile 2011

Antipasto tosco-giapponese

Ora vi spiego come potete preparare un ottimo antipasto con i crostini ai fegatini di pollo. Chi è toscano probabilmente non ha bisogno della ricetta, io invece ho seguito una ricetta trovata su internet e certamente il risultato è diverso dall'originale. Se voi seguite questa ricetta il risultato conterrà i miei errori piu' i vostri, quindi non prendetela per buona ma se siete esperti apprezzerò ogni eventuale suggerimento per le prossime volte, visto che io questo tipo di antipasto lo adoro. Allora. Per 10 persone servirebbero 800 grammi di fegatini. Noi ne abbiamo solo 400 grammi, e quindi dobbiamo dividere le altre quantità per 2. Poi, sempre in base alla ricetta, facendo le dovute proporzioni ci serviranno:
  • 125grammi di cipolla
  • 50 grammi di olio
  • 10 grammi di aglio
  • 50 grammi di capperi
  • 20 grammi di acciughe
  • 125 grammi di burro
Per prima cosa c'è da rosolare nell'olio la cipolla tritata finemente e qui tutto bene. Poi bisogna aggiungere l'aglio e i fegatini. Ed ecco il primo problema. Scopriamo solo ora che ai fegatini ci sono attaccati anche i cuori, che prima di aprire la confezione non si vedevano, ma siccome c'era scritto che sono fegatini ci siamo fidati. Allora leveremo i cuori ma non sappiamo quanti grammi di fegatini ci rimangono perché in questo mini appartamento non abbiamo spazio per mettere una bilancia. E quanto saranno 10 grammi di aglio? Non abbiamo la bilancia, figuriamoci la microbilancia. Facciamo due spicchi.
I capperi sono sottaceto e la ricetta non dice se vanno bene oppure ci vogliono quelli sotto sale, quindi ne mettiamo meno del dovuto, facciamo una cucchiaiata, e comunque dopo averli fatti sgocciolare bene. Poi da una piccola confezione da 30 grammi di acciughe ne togliamo due o tre e le altre le mettiamo nel calderone insieme ai fegatini, facendo cuocere il tutto a fuoco vivo. 125 grammi di burro non li metterò mai perché dovrei svolgere almeno 15 microcubetti di burro da 8 grammi l'uno e non ne ho voglia, allora ne metto solo uno. Sti dannati giapponesi che hanno tutto in miniatura.
La ricetta dice di tritare il composto una volta che è cotto in modo da ottenere una specie di paté. Come si faccia a tritare la roba che sta dentro una padella non si sa. Proveremo quindi a sbriciolare i fegatini con la forchetta, ma loro rimangono quasi interi, solo un po' spappolati, e allora decidiamo di prendere il frullatore a mano con il quale finalmente potremo ridurli in poltiglia. A questo punto è lecito che vi venga il dubbio che forse anche i cuori dovevano essere mischiati al tutto, ma ormai è troppo tardi, inutile pensarci.
Nel frattempo il pane che abbiamo infornato non lievita. Come immaginavamo, il lievito che avevamo nella bustina già aperta da tempo deve essere scaduto. I giapponesi ci devono spiegare perché confezionano i biscottini e i cubetti di burro uno per uno in bustine singole, ma poi fanno la bustina di lievito da 25 grammi quando per una torta bastano 3 grammi. Mistero.
Buttiamo via quell'aborto di pane e precipitiamoci a comprare il pane già fatto. Troveremo una baguette di quelle decongelate e gommose come piacciono tanto ai giapponesi che in fatto di pane, come è noto, hanno gusti di merda. Ma noi risolviamo il problema affettandola e tostandola, riportandola in tal modo a nuova vita, e sui crostini ottenuti spalmiamo il paté. Poi stendiamo nel piatto le fette di prosciutto, il formaggio e le olive. Eccolo pronto.

4 commenti:

  1. Ho un bisogno disperato di prosciutto. E sì, la baguette gommosa è uno dei grandi mali del Giappone.
    (sembrano proprio buoni quesi crostini...chissenefrega della ricetta originale!)

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  2. Io di mortadella! Il prosciutto diciamo che se si cacciano soldi si puo' comprare, ma la mortadella un po' meno! sigh! sigh!!

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  3. Vero. La mortadella è il grande assente.

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  4. da donna toscana posso suggerire di aggiungere un paio di spicchi di mela? a volte il gusto puo' essere un po forte e addolcendolo con la mela si ottiene di rendere il patè più delicato anche per chi magari di suo non apprezza il sapore del fegato

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